FISIATRIA E FISIOTERAPIA
secondo il metodo Mézières-Bertelé
Il corpo è visto nella sua globalità: i muscoli non sono considerati singolarmente ma in un insieme funzionale chiamato "catena muscolare". Queste catene, che sono cinque, si comportano come se fossero dei grossi elastici che, accorciandosi, deformano le strutture scheletrico-articolari sottostanti e nel tempo possono portare a vere e proprie patologie.
Il metodo Bertelé prende il nome dalla dott.ssa Laura Bertelé che, partendo dal metodo Mézières, lo inserisce in una visione più globale del corpo. Secondo la dott.ssa Bertelé ogni contrattura che si rilascia libera un'emozione: "L'infelicità e il dolore nascono dall'esserci allontanati dal nostro destino ideale ed il corpo ci aiuta a ritrovarlo o ci permette di percorrerlo".
Questo trattamento, non invasivo, viene normalmente ben accettato sia in età evolutiva - piede torto, displasia congenita dell'anca, paralisi cerebrali infantili, torcicollo congenito - che nel delicato periodo dell'adolescenza - scoliosi, dorso curvo, valgismo/varismo delle ginocchia, piede piatto.
Nell'adulto è indicato per la cura e la prevenzione dell'artrosi, del mal di schiena dovuto a posture sbagliate, ernie del disco, artriti, cefalee muscolo-tensive, conseguenze ortopediche e neurologiche dei traumatismi.
Dott.sa Laura Bertelé - Dott.ssa Angelica Morri - Anna D'Angeli
Laura Bertelé
Laura Bertelé è medico specializzata in Terapia fisica e riabilitazione, ed è iscritta all'Albo degli Psicologi.
È stata allieva diretta di Françoise Mézières, di Alfred Tomatis e compagna di ricerca di José Montalvo.
Ha elaborato un metodo di riabilitazione che abbina il trattamento corporeo alla terapia dell'ascolto e che è stato oggetto di tesi di diploma e di laurea.
Ha partecipato a numerosi congressi ed ha scritto su riviste specializzate.
Dal 1985 al 1997 è stata consulente sanitario della cooperativa Centro dell'Ascolto di Milano.
È presidente del Centro di rieducazione Gino Rigamonti a Merate.
Tiene corsi di formazione al suo metodo per terapisti della riabilitazione, medici, psicologi e psicomotricisti.
La formazione si svolge in tre anni e insegna l'approccio corporeo: prevede un lavoro di rieducazione della posizione per patologie ortopediche e neurologiche con un grande lavoro di apertura sull'ascolto e quindi di accompagnamento e decodificazione del linguaggio emozionale del corpo.
Dopo il diploma, sono previsti corsi di aggiornamento permanente.
Anna D'Angeli
Anna D'Angelisi è diplomata come terapista della riabilitazione presso l'Università degli Studi di Milano nel 1983. Specializzata in terapia psicomotoria a indirizzo relazionale. Terapista del Metodo Bertelè.
La terapia cranio-sacrale, ideata dal dott. John Upledger negli anni '70, è una tecnica di palpazione delicata e non invasiva che aiuta a favorire un'attivazione più efficace dei nostri meccanismi di auto-guarigione. La terapia cranio-sacrale (Cranio-Sacral Therapy) può aiutare a superare dolori cronici, articolazioni rigide, calo di energia, emicranie, problemi mandibolari, scarsa coordinazione e difficoltà di apprendimento.
Anna D'Angeli
Terapia corporea: Metodo Mézierès-Bertelé
Questo metodo prende il nome da Françoise Mézierès, docente di anatomia, fisiologia e ginnastica medica presso la Scuola Francese di Ortopedia di Parigi; nasce con l'obiettivo di allungare i muscoli contratti considerati non singolarmente ma in un insieme funzionale chiamato catena muscolare e aiutare la persona a:
- riallinearsi
- disimparare le posture viziate
- ricordare e mantenere le posizioni corrette
- superare le contratture e i dolori che ne conseguono
I muscoli se troppo contratti, si comportano come se fossero troppo corti e possono:
- essere responsabili di alterazioni delle articolazioni, come per esempio la scoliosi, la cifosi, l'iperlordosi e l'artrosi
- determinare ulteriori contratture di compenso in altre parti del corpo
- procurare dolore
Secondo la metodica Mézières, l'indicazione terapeutica non è, quindi, quella di potenziare muscoli già troppo forti e accorciati, ma di allungarli per ridare spazio ai dischi intervertebrali e alle articolazioni schiacciate.
Con questi presupposti il "Mézierès", oltre
che una efficace tecnica di prevenzione, è un metodo di cura per chi soffre di:
- mal di schiena dovuto a posture sbagliate
- ernie del disco
- dolori alla zona lombare e cervicale
- scoliosi, cifosi, iperlordosi
- artrosi o artiti
- ginocchia valghe o vare
- torcicollo
- sindrome del piriforme
- dolore al nervo sciatico
- conseguenze dei traumi sportivi
- piedi piatti o cavi
- cefalee muscolo-tensive
Il trattamento non è mai standard, ma sempre realizzato su misura in base al bisogno del paziente.
Dopo un'accurata anamnesi e un esame obiettivo il terapista fa sdraiare il paziente supino e, iniziando dalla respirazione che accompagna tutto il trattamento, procede allungando le catene muscolari di tutto il corpo.
Il metodo Mézierès viene portato in Italia dalla Dott.ssa Laura Bertelé che, rielaborandolo, lo arricchisce con una visione più globale del corpo.
Secondo la Dott.ssa Bertelè, ogni contrattura che si rilascia libera un'emozione che bisogna saper elaborare e accettare, prima di proseguire il cammino terapeutico.
Attraverso il rilassamento delle contratture muscolari e la capacità di ascoltare i messaggi del corpo, la persona può ritrovare la propria postura ideale e l'equilibrio tra corpo-cuore-mente.
("Il tuo corpo ti parla" – Ed. Baldini-Castoldi)
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